non so se tutto questo ha a che fare con la Mail Art, ma mi piace pensare di avere uno spazio dove raccogliere e condividere questi piccoli soffi d' Arte che ricevo via e-mail da artisti ed amici

It's Only Mail Art

e-mail-art ricevuta

Bruno Daniele

Apogeo

Daniela Antonello


Archetipi d’energia

Ivano Vitali


rosabombon 1

Giulio Stocchi

La dignità



Grazie!

Allora tiriamo un po’ le somme: coloro che gridarono
giù le mani dall’Innse! hanno vinto
la loro battaglia in quarantacinque ai cancelli
in cima a una gru sporchi affamati gli altri cinque

Ognuno dovrebbe riflettere su quanto è accaduto
perché da ciò si può trarre un grande insegnamento
e cioè qualcosa che tutti dovremmo tenere presente:
resistere e vincere non è un’impossibile chimera
a patto di rimanere come quelli sulla gru e gli altri ai cancelli
in piedi diritti aggrappati all’albero maestro della propria dignità

Dicevano gli Antichi andando in battaglia: “con lo scudo torneremo o sopra lo scudo”
e con ciò intendevano che un uomo è più di una
lancia o dello strumento che lo vuole annientare od umiliare:
la dignità non è altro che essere coscienti di questo anche se i più se ne sono scordati

Invece i cinque sporchi ed affamati in cima alla gru
non l’hanno dimenticato e gli altri quarantacinque ai cancelli:
nella sporcizia e nel puzzo di questa fogna vorace di malfattori e di pagliacci
sono stati un soffio d’aria pura un raggio di sole sull’acqua di palude
e per questo meritano di essere grandemente lodati


Giulio Stocchi

Margherita Levo Rosenberg


Il Pozzo del Pensiero
Il rosa il verde il viola
l’azzurro cielo
e poi un velo
Un po’ di trasparenza sull’irriverenza
il giallo lascia stare
è un colore volgare
senza evanescenza
in fuga dal dolore
Il nero in questo caso sarebbe un po’ pesante
ma spegnere nell’ombra ogni profondo eccesso
è parte della vita
fa parte del processo
Qualche riferimento dall’aria sbarazzina
può fare da ornamento
di un’arte malandrina
per poi guardarci dentro
nel pozzo del pensiero
dove ciò ch’è apparso
è quasi sempre vero
Un po’ di specchi ambrati
a dirmi che nell’arte
dovunque io mi guardi
sono sempre di parte
a dirmi che la vita
vissuta fino in fondo
non è mai
veramente
finita.

Ice Dog



Performance Anti Mercante

Giulio Stocchi


Quadri di un'esposizione

Questo è un libro che probabilmente non sarà mai pubblicato, dati l'argomento e i toni, e la pavidità, quando non complicità col potere, della maggior parte delle case editrici di questo sventurato paese.

Mando quindi a voi, che in questi mesi avete seguito il mio lavoro, in dono queste parole, sperando che in esse troviate incoraggiamento e forza per sconfiggere il quadro desolante in cui ci tocca vivere.

Chi è interessato e volesse riprodurre e diffondere in tutto o in parte queste poesia, può farlo.Con affetto, Giulio

pdf scaricabile in:


http://www.realtano.it/news/Quadri%20di%20un

Paolo Badini

Raffaella Palmisano - Giulio Stocchi


Mutano i cieli i colori le stagioni

eppure la maschera che si torce sul corpo nudo

lascia intravedere la familiarità di un mistero

il volto della folla che incontro

scissa in se stessa come quell'esile

seno che implora una carezza

alla gorgone medusa invece che l'impietra

Maurizio Osti

Giulio Stocchi

non ci sono più parole

Il diritto
di morire

fra i tormenti

è stato
assicurato

per decreto

da coloro che
sfruttando

la vita altrui

ne decretano
il tormento




la pietà

L’ Immarcescibile
marcirà

nella merda
nel suo piscio

marcirà

vagamente
una platea di applausi

ricorderà

un bel volto
un seno

rammenterà

negli spasimi
nella sete

si contorcerà

la lancetta dell’orologio
gli occhi

gli bucherà

griderà pietà
liberatemi griderà

ma in nome della vita
attraverso un tubo

come un’oca
l’ingozzeremo

perché non abbia fine
la sua agonia

e la nostra pietà



un fiore per Eluana

Chino sul corpo
di tua figlia

sei stato l’unico
uomo

diritto

tra chi
ti strisciava accanto

ravvoltolandosi
nella sua

bava

sul ciglio
dell’abisso è spuntato

un fiore

la luna si nasconde
dietro il monte

sia benedetta

la lacrima
che scende

dai tuoi occhi buoni

TERESINKA PEREIRA

I BAMBINI MORTI

Ibambini che muoino a Gaza
non hanno il privilegio
di salutare l'anno 2009
con i loro sorrisi innocenti.

I loro pochi giorni, mesi, anni di vita
sono di oscurità e paura,
lacrime e dolore. Il loro sangue feconda
l'esatto angolo di terra
dove sono nati: la loro terra.

Nella mia mente, questa querra a Gaza
non ha nessuna valida spiegazione.
Non importa chi siano i padroni
di questo lembo di terra, nè tantomeno
chi vive nella ricca colonia
insieme ai condomini ebrei,
o nelle casette palestinesi.
Non importa chi paga le tasse
federali obbligo del loro onesto
lavoro per i missili che volano
da un lato all'altro della frontiera
di Gaza. Sono criminali coloro che
lanciano i missili, quelli che li
vendono e quelli che li comprano
con la finalità di mutilare la gente,
di uccidere i bambini.

La vita di un bambino vale
più della intera intera, vale più
di tutta la ideologia relogiosa
o politica, più delle mappe
nelle carte ufficiali che cambiano
le nazioni di padroni dopo ogni guerra.

I bambini muoiono come uccellini
indifesi, strappati ai loro nidi
prima del loro primo volo.
Non voglio sentire nessuna spiegazione,
nè la ragione perchè volano i missili,
non voglio perdonare coloro che mandano
la morte e le ferite a migliaia
di bambini a Gaza.


Trad.Giuseppe Filippone

Giulio Stocchi

Bere mangiare sedersi
Ogni giorno a tavola godere
Il calore di una casa il sorriso del tuo bimbo
Come negare che questo è un diritto
O meglio per tanti un sogno frantumato
Tra le macerie della casa e la povera
Testa sfondata del bimbo ucciso
Insieme al diritto e al sorriso
Alle parole stesse con cui Israele un tempo pianse
Marchio di vergogna e di bestemmia
Oggi sulle sue bandiere di vittoria oscena:


I miei occhi si consumano per tanto lacrimare
Sotto la verga del suo furore
Ritta Livni La Macellaia Santa
Abita presso le nazioni non trova riposo
E m’ha circondato di un muro perché non esca
Levatevi gridate di notte spandete come acqua il vostro cuore
E vecchi giacciono e fanciulli in terra nelle vie sotto la verga del suo furore

Bruno Cassaglia

installazione n 1

croce 1


(S.T.)carta su parete

Giulio Stocchi

Infamie l’empio diffonde
Striscia di Gaza catino di sangue
Ride il deserto e la terra spenta
Abitatori di questo mondo mai più usciranno da noi
E il nostro frutto è il vento
La luce ti darà la sua rugiada
E la terra dei puri insozzerà di crimini

Fonti:
I Isaia, 32, 6
S mio
R Isaia, 35, 10
A Isaia, 26, 18
E Isaia, 26, 18
L Isaia, 26, 12
E Isaia, 26, 10

Nelda Ramos


Véro Rigole


Manuela Rauber


Giulio Stocchi

I miei occhi si consumano per tanto lacrimare
Sotto le verga del suo furore
Ritta Livni La Macellaia Santa
Abita in mezzo alle nazioni non trova riposo
E m’ha circondato d’un muro perché non esca
Levatevi gridate di notte spandete come acqua il vostro cuore
E vecchi giacciono e fanciulli per terra nelle vie sotto la verga del suo furore

Fonti:
I Lamentazioni, 2, 11
S Lamentazioni, 3, 1
R mio
A Lamentazioni, 1, 3
E Lamentazioni, 7, 3
L Lamentazioni, 2, 19

Reid Wood